Una buona domanda del presidente Lula: il G7 si è reso irrilevante?

Il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva era tra i sei leader del Sud del mondo invitati a partecipare a una sessione speciale dell’ultimo vertice del G7, il 17 giugno in Canada. Le sue dichiarazioni non sono state certamente gradite ai sei leader rimasti a Kananaksis, dopo che Trump aveva lasciato improvvisamente il vertice nel primo giorno (cfr. SAS 25/25). Non appena è arrivato, il presidente brasiliano è stato accolto da un gruppo di giornalisti, uno dei quali gli ha chiesto se la Russia dovesse essere riammessa nel G7. Lula ha risposto mettendo in dubbio l’attuale rilevanza del G7. “Dopo il G20, in fondo, il G7 non serve più. Il G20 ha una maggiore densità umana ed economica”, ha osservato, aggiungendo che vi partecipa anche la Russia. Il G7, invece, è il luogo dove “si incontrano i cugini ricchi”, ha aggiunto, poi ha scherzato dicendo che ha accettato l’invito solo per non essere costretto a dire di aver rifiutato di partecipare alla “festa dei ricchi”.

Nel suo intervento, Lula ha sollevato la questione più scottante dell’attualità mondiale: la carenza di leadership. Ha parlato delle guerre e dei conflitti che si accumulano anno dopo anno e dei 2.700 miliardi di dollari sprecati in spese militari. Ha citato in particolare gli omicidi indiscriminati e l’uso della fame come arma di guerra a Gaza, mentre ci sono ancora paesi che “si rifiutano di riconoscere lo Stato palestinese, dimostrando selettività nella difesa della legge e della giustizia”; la guerra in Ucraina, che può essere conclusa solo attraverso il dialogo; “i recenti attacchi di Israele all’Iran [che] minacciano di trasformare il Medio Oriente in un unico campo di battaglia, con conseguenze globali inestimabili” e l’indifferenza della comunità internazionale nei confronti delle “atrocità perpetrate dalla criminalità organizzata” ad Haiti.

“Non sottovaluto la portata della sfida di superare tutte queste minacce”, ha affermato il presidente brasiliano “ma è chiaro che il vuoto di leadership aggrava questa situazione. A questo tavolo siedono tre membri permanenti del Consiglio di Sicurezza e altre nazioni con una tradizione di difesa della pace”, ha dichiarato con tono deciso. “È ora di restituire all’ONU il suo ruolo di primo piano”. Nel frattempo, Lula è impegnato nell’organizzazione del vertice dei BRICS (membri a pieno titolo più Paesi partner), che ospiterà a Rio de Janeiro il 6 e 7 luglio. Potrebbe aver discusso l’agenda in Canada con i capi di governo di altri due membri fondatori del gruppo, il presidente sudafricano Cyril Ramaphosa e il primo ministro indiano Narendra Modi, anch’essi invitati alla sessione allargata.

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