La vittoria di AfD in Germania: i giorni di Merz potrebbero essere contati

Il tentativo isterico di convincere gli elettori della Sassonia-Anhalt che un voto a favore del partito di destra “Alternativa per la Germania” (AfD) avrebbe trasformato Magdeburgo, capoluogo dello Stato, in un “sobborgo di Mosca” e l’intero Land in una roccaforte di Vladimir Putin non ha funzionato: il 43,8% di loro ha votato per l’AfD. L’affluenza alle urne in questo Land dell’Est è stata elevata, pari al 77,8%, grazie a una mobilitazione senza precedenti da entrambe le parti: sia tra i sostenitori che tra gli oppositori dell’AfD.

I risultati degli altri partiti sono stati di gran lunga inferiori: la CDU si è classificata seconda con solo il 17,2% dei voti, ovvero meno della metà del risultato ottenuto nelle ultime elezioni regionali del 2021, seguita dall’SPD al 9,3%, dai Verdi all’8,9%, la Linke (Sinistra) all’8,6% e la BSW (Alleanza Sarah Wagenknecht – Ragione e Giustizia) alla sua prima partecipazione, al 5,3%. Tralasciando la BSW, poiché il suo approccio nei confronti dell’AfD è diverso da quello degli altri quattro partiti, questi ultimi, messi insieme, non raggiungono la maggioranza. La CDU della Sassonia-Anhalt ha attribuito la propria sconfitta alla politica altamente impopolare del cancelliere Friedrich Merz, che è anche leader (presidente) della CDU. È certo che si intensificheranno le pressioni affinché Merz si dimetta o abbandoni la politica del “Brandmauer” (cordone sanitario), che vieta qualsiasi contatto o collaborazione con l’AfD e che è contestata all’interno della CDU.

La pressione su Friedrich Merz è destinata ad aumentare dopo le due prossime elezioni regionali del 20 settembre a Berlino e nello stato orientale del Meclemburgo-Pomerania Anteriore, dove l’AfD è in testa nei sondaggi.

Non è chiaro se la Sassonia-Anhalt avrà presto un nuovo governo, a causa della situazione di stallo nel nuovo parlamento regionale. L’AfD disporrà di 39 seggi, mentre per la maggioranza assoluta ne occorrono 42. Se, d’altra parte, si dovesse formare un’alleanza tra CDU, SPD e i Verdi — con una qualche forma di sostegno da parte della Linke — anche questi quattro partiti messi insieme avrebbero 39 seggi. Esistono diversi altri scenari, ma quello che vede la BSW, con i suoi cinque seggi, fare da ago della bilancia è il più esplosivo in termini di scontro con la linea politica di Merz, in particolare per quanto riguarda la Russia. L’AfD vuole ripristinare buoni rapporti con la Russia, porre fine al sostegno militare all’Ucraina e alla guerra e garantire la riparazione dei gasdotti Nord Stream per riprendere le importazioni di gas dalla Russia. Questo è anche ciò che chiede il BSW. La capolista della BSW, Claudia Wittig, ha offerto all’AfD una collaborazione la notte delle elezioni. “Naturalmente, ci sono progetti che possiamo benissimo immaginare di portare avanti con l’AfD”, ha affermato. Ciò comprende, tra l’altro, l’opposizione al radicalismo del Green Deal e a molti aspetti “woke” della cultura.

Finora, tuttavia, il BSW, più orientato a sinistra, non sostiene il candidato governatore dell’AfD, Ulrich Siegmund, ma ha fatto sapere di astenersi alla terza votazione, per permetterne l’elezione. Se non si riuscirà a trovare una soluzione, nemmeno l’opzione di un governo di minoranza, non si può escludere la ripetizione delle elezioni prima della fine dell’anno. Ma se le polemiche politiche si intensificheranno ulteriormente, non si potranno escludere persino elezioni anticipate a livello nazionale.

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