L’Europa continua a sostenere con entusiasmo l’armamento dell’Ucraina contro la Russia

Il 15 aprile, il ministro della Difesa britannico John Healey ha annunciato che quest’anno il suo governo avrebbe fornito almeno 120.000 droni all’Ucraina, il più grande pacchetto di questo tipo mai fornito dalla Gran Bretagna. Le consegne sono iniziate questo mese e riguardano tutti i tipi di veicoli aerei senza pilota, dai droni da attacco a lungo raggio a quelli da ricognizione e intelligence, compresi quelli progettati per la logistica e le operazioni marittime, “tutti collaudati in battaglia sul fronte ucraino”. Tutto ciò “fa seguito alla nuova partnership di difesa leader a livello mondiale, concordata il mese scorso, che vedrà il Regno Unito e l’Ucraina collaborare per potenziare la capacità difensiva globale contro la proliferazione di hardware militare a basso costo e ad alta tecnologia, compresi i droni”, si legge sul sito del ministero.

Nella corsa per diventare il principale sostenitore di Kiev in Europa, Healey sta evidentemente cercando di superare il suo omologo tedesco, Boris Pistorius, che proprio il giorno prima aveva firmato a Berlino un accordo di partnership strategica con il ministro della Difesa ucraino, che include l’impegno a produrre diverse decine di migliaia di droni all’anno.

Mentre britannici e tedeschi si contendevano il primato nello scontro con Mosca, il Ministero della Difesa russo ha pubblicato un elenco delle aziende ucraine in Europa che producono droni o componenti di droni (UAV – veicoli aerei senza pilota), completo di indirizzi. I venti indirizzi includono sedi nel Regno Unito, in Germania, Danimarca, Lettonia, Lituania, Polonia, Repubblica Ceca, Paesi Bassi, Spagna, Italia, Israele e Turchia (https://t.me/mod_russia_en/26466#).

Il ministero russo ha avvertito che “le mosse dei leader europei stanno trascinando sempre più questi paesi nella guerra con la Russia”. La dichiarazione conclude affermando che l’opinione pubblica europea “dovrebbe non solo comprendere chiaramente le cause alla base delle minacce alla propria sicurezza, ma anche conoscere gli indirizzi e l’ubicazione delle aziende ‘ucraine’ e ‘miste’ che producono UAV e relativi componenti per l’Ucraina nei propri paesi.”

Nell’elenco disponibile sul sito del ministero russo figurano anche aziende italiane, “CMD Avio” (Venezia), “MWFly” (Garbagnate Milanese), “Epa Power” (Omegna) e “Gilardoni” (Mandello del Lario). Come riporta difesa.it ufficialmente, Italia e Ucraina stanno lavorando alla definizione di un quadro di partenariato strategico noto come “Drone Deal”: cooperazione su difesa aerea, sistemi senza pilota, munizioni e settore marittimo.

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