Il principale partner commerciale dell’India è ora la Cina, non gli Stati Uniti

Nell’anno fiscale 2025–26, conclusosi il 31 marzo, la Cina è diventata il principale partner commerciale dell’India, ponendo fine a un periodo di quattro anni in cui tale posizione era detenuta dagli Stati Uniti. Gli scambi, tuttavia, sono sbilanciati, con le esportazioni indiane verso la Cina che ammontano a 19,47 miliardi di dollari, a fronte di importazioni pari a 132,6 miliardi. Questi dati smentiscono l’impressione generale secondo cui l’India intrattiene scarsi scambi commerciali con il suo presunto avversario, la Cina. Ma i rapporti economici tra i due Paesi sono più complessi. Dopo essere salito al potere nel 2014, il primo ministro Narendra Modi ha lanciato il programma “Make In India”, per aumentare la produzione di beni fabbricati in patria. Ma l’India, all’epoca, non disponeva di una base sufficiente per far funzionare il programma al livello ritenuto più vantaggioso; quindi, ha deciso di rivolgersi alla Cina per procurarsi un livello base di beni capitali, oltre che per alcuni beni di consumo.

Secondo le statistiche commerciali per l’anno fiscale 2025-2026, la categoria principale di acquisto di beni cinesi è quella dei “componenti per telefoni cellulari, apparecchiature per le telecomunicazioni e hardware per computer”. Tuttavia, la seconda categoria più importante è quella delle “importazioni di alto valore di macchinari, attrezzature e componenti elettrici, per un totale di oltre 47 miliardi di dollari”. Si tratta, per la maggior parte, di beni capitali e macchinari.

L’India importa anche prodotti chimici dalla Cina, alcuni dei quali vengono utilizzati nell’industria farmaceutica. L’India produce farmaci di alta qualità, che sono volutamente economici e contribuiscono a far scendere il prezzo di tali prodotti in tutto il mondo. In termini di volume fisico, l’India è il terzo produttore farmaceutico al mondo, il che rappresenta un risultato considerevole.

L’India sta quindi utilizzando i prodotti cinesi per consolidare le basi della propria economia e portarla a un livello superiore, in modo da poter, alla fine, produrre una maggiore quantità di beni capitali e altri beni in proprio. Sono attualmente in corso discussioni sull’aumento delle esportazioni indiane di beni durevoli verso la Cina, al fine di correggere lo squilibrio commerciale. Inoltre, il governo indiano ha appena deciso di rimuovere alcune restrizioni sugli investimenti diretti esteri cinesi nel Paese. Si spera che questa tendenza porti stabilità nei rapporti bilaterali e conduca a un impegno congiunto per lo sviluppo di altre parti del mondo, ad esempio nel contesto dei BRICS e dell’Organizzazione di Cooperazione di Shanghai, di cui entrambi i Paesi sono membri.

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