L’aspetto economico della normalizzazione dei rapporti tra Russia e Stati Uniti
Mentre la classe politica occidentale è istericamente concentrata sul rischio che i dazi ordinati da Trump faranno saltare il sistema finanziario mondiale, sono in corso serie discussioni sull’edificazione di una nuova architettura di sviluppo. Al centro di questo processo ci sono i plenipotenziari russi e le loro controparti tra le nazioni BRICS, soprattutto le nazioni del Sud del mondo.
Un esempio di questo processo è emerso la scorsa settimana durante la visita a Washington di Kirill Dmitriev, amministratore delegato del Fondo russo per gli investimenti diretti, giunto in qualità di inviato del presidente Putin per proseguire il processo di normalizzazione dei rapporti tra le due superpotenze. Prima del suo arrivo, Dmitriev ha pubblicato su Telegram un messaggio sull’intento della visita: “Comunque la si pensi politicamente”, ha scritto, “il dialogo tra Stati Uniti e Russia è importante. Si tratta di costruire un mondo più sicuro e più prospero per tutti”.
Dmitriev ha citato i recenti progressi nel dialogo con i rappresentanti statunitensi in Arabia Saudita, a cui ha partecipato, dopo l’interruzione dei rapporti diplomatici durante gli anni dell’amministrazione Biden. Pur riconoscendo che “ripristinare il dialogo è un processo difficile e graduale”, ha sottolineato che una “reale comprensione della posizione russa apre nuove opportunità di cooperazione costruttiva, anche in ambito economico e di investimenti”. Tra le aree di cooperazione, ha citato gli sforzi congiunti nello spazio.
Dmitriev, che ha ottenuto la revoca temporanea delle sanzioni per poter viaggiare negli Stati Uniti, ritiene che la fine della guerra in Ucraina sia un prerequisito per il lavoro congiunto in altri settori, in particolare l’economia e il commercio. Infatti, uno dei temi della seconda conversazione telefonica tra Trump e Putin è stato l’importanza della cooperazione economica come base per una pace duratura. In un’intervista a Fox News del 3 aprile, l’amministratore delegato russo ha sottolineato che la politica di Trump ha contribuito a impedire una terza guerra mondiale.
Si noti che il tema della cooperazione economica sollevato nelle discussioni tra Kirill Dmitriev e l’inviato di Trump Steve Witkoff è in netto contrasto con l’ostinazione dell’UE a proseguire la guerra per procura contro la Russia. Gli analisti dell’EIR hanno smascherato l’iniziativa “RearmEurope” della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen come un cinico stratagemma per vendere “obbligazioni di guerra” dell’UE, per appropriarsi dei conti di risparmio di ignari cittadini europei, nella speranza di salvare le banche e gli istituti finanziari europei in crisi. Per portare a termine questa truffa, gli eurocrati sostengono la necessità di riarmarsi per impedire alla Russia di invadere l’Europa!
