La polizia belga fa irruzione nell’appartamento dell’ex europarlamentare Zdanoka
Il 7 novembre la polizia belga ha fatto irruzione nell’appartamento dell’ex europarlamentare Tatjana Ždanoka a Bruxelles, con un ordine di perquisizione emesso da un giudice belga, su richiesta della procura generale della Lettonia. In un’intervista rilasciata a ottobre all’EIR, la Zdanoka aveva spiegato the le accuse mosse nei suoi confronti sono di natura prettamente politica, ovvero di essere stata coinvolta 1) nel consolidamento della comunità dei russofoni in Lettonia e 2) nella diffusione di informazioni sulle politiche discriminatorie nei confronti della comunità.
Tatjana Ždanoka è stata membro del Parlamento europeo per 20 anni, dal 2004 al 2024. Durante i suoi mandati, si è battuta per i diritti di nove milioni di appartenenti alle minoranze russofone nell’Unione europea, soprattutto nel suo Paese natale, la Lettonia, e poi nelle altre due repubbliche baltiche, dove quelli erano minacciati da regimi nazionalistici. Dopo che la Russia ha lanciato l’operazione militare speciale in Ucraina, la repressione di queste minoranze si è intensificata e i loro rappresentanti sono stati perseguitati (cfr. SAS 6/24). Alla fine, Ždanoka è stata privata dei diritti elettorali passivi e non ha potuto ricandidarsi al Parlamento europeo. Nel 2024 è stata accusata di aver compiuto azioni nell’interesse della Federazione Russa. Attualmente vive a Bruxelles e verrebbe arrestata se tornasse in Lettonia.
Tuttavia, dopo l’irruzione della polizia del 7 novembre, il Belgio potrebbe perdere la reputazione di Paese sicuro per i rifugiati politici. L’avvocato difensore è pronto a dimostrare che la signora Ždanoka mantiene l’immunità parlamentare, poiché le accuse sono legate alla sua attività di europarlamentare. Ora il collegio dei giudici belgi dovrà decidere se accogliere o meno la richiesta di estradizione formulata dalle autorità lettoni. La persecuzione politica di Ždanoka merita la massima pubblicità e l’intervento dell’opinione pubblica.
