Il piano per preparare gli europei alla guerra
Il rapporto “Safer Together – Strengthening Europe’s Civilian and Military Preparedness and Readiness” (Più sicuri insieme – Rafforzare la preparazione e la prontezza civile e militare dell’Europa), presentato dal consigliere speciale della Commissione europea ed ex presidente finlandese Sauli Niinisto il 30 ottobre, è un piano per preparare gli europei alla guerra, come ha commentato candidamente l’organo filo-UE Euractiv. Il rapporto, commissionato dalla Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, è molto di più: propone di creare uno stato di emergenza permanente per completare la trasformazione dell’UE in uno Stato totalitario, giustificando la repressione interna e l’interventismo estero con tale stato di emergenza.
Il rapporto inizia sostenendo che le pandemie di covid, i fenomeni climatici estremi e la guerra in Ucraina sarebbero eventi “né transitori né isolati. Sono guidati e collegati da linee di faglia sottostanti, cambiamenti a lungo termine e cause profonde che indicano un periodo prolungato di alto rischio e profonda incertezza per l’Unione. Dobbiamo risvegliarci a una realtà nuova e instabile e non c’è motivo di aspettarsi che le forze trainanti sottostanti si dissipino nel prossimo futuro”.
Il rapporto trasuda la teoria del giurista nazista Carl Schmitt sullo “stato d’eccezione” (“il sovrano è colui che decide sullo stato d’eccezione”), così come il concetto di amico-nemico di Schmitt e l’idea del “Führerprinzip”, secondo cui la forza del leader ne legittimerebbe le azioni.
Nessuna delle tre emergenze elencate dal rapporto esiste, l’emergenza climatica, l’emergenza sanitaria e l’emergenza guerra (almeno non nella forma descritta dagli autori), ma il rapporto sostiene che esse richiederebbero una militarizzazione di fatto della società: “L’UE deve adottare un approccio solido a tutti i rischi, a tutto il governo e a tutta la società, alla sua preparazione e prontezza civile e militare”. L’obiettivo è “costruire una ‘preparazione globale’ per garantire che l’UE e i suoi Stati membri possano continuare a funzionare in ogni circostanza. Ciò richiede una capacità collettiva di anticipare, prevenire, resistere o rispondere efficacemente a qualsiasi tipo di shock o crisi grave con implicazioni intersettoriali e transfrontaliere e con il potenziale di minacciare l’Unione nel suo complesso”.
Pertanto, i cittadini dovrebbero secondo il rapporto “essere in grado di assumersi una maggiore responsabilità per la loro preparazione individuale” nell’ambito di “un ruolo più forte dell’UE come attore politico, economico e di sicurezza”. “Gli Stati membri dovrebbero rafforzare la loro cooperazione in materia di difesa europea, investendo congiuntamente di più per colmare le lacune di lunga data nella nostra preparazione militare e industriale in materia di difesa. Questo è necessario anche per poter sostenere l’Ucraina a lungo termine in modo da creare le condizioni per una pace duratura alle condizioni dell’Ucraina”.
Gli autori del rapporto sanno che un simile obiettivo non sarà mai raggiunto, ma lo usano come pretesto per chiedere di snellire le strutture esistenti, tra cui “il pieno accesso ai dati e alle informazioni necessarie che consentano un efficace processo decisionale” e “garantire che gli attori civili e militari della risposta alle crisi si abilitino a vicenda e possano operare senza soluzione di continuità, anche per prepararsi alle contingenze militari più gravi”.
Per raggiungere tutto questo, ovviamente, è necessaria un’economia di guerra. “Il drastico deterioramento della situazione di sicurezza dell’Europa dovrà riflettersi nell’allocazione delle risorse di bilancio, sullo sfondo di decenni di relativi sottoinvestimenti in settori come la difesa”. Il nuovo quadro di preparazione deve essere preso in considerazione al momento di “elaborare una nuova legislazione, rivedere i quadri normativi o istituire nuovi strumenti di finanziamento”.
(Il rapporto di 165 pagine: https://commission.europa.eu/document/5bb2881f-9e29-42f2-8b77-8739b19d047c_en; la sintesi: https://commission.europa.eu/document/56e2177e-376f-422f-b7a3-cdac8041fb18_en).
