Diane Sare: dopo l’11 settembre negli USA si è instaurata una dittatura della paura
Il 22 agosto, la candidata indipendente alla presidenza degli Stati Uniti Diane Sare, ha rilasciato una dichiarazione riflettendo sugli attacchi dell’11 settembre 2001 contro le Torri Gemelle e sul fatto che non sia mai stata condotta un’indagine seria e indipendente sulle reti e sulle persone dietro quegli attacchi, in particolare quelle all’interno degli Stati Uniti, come Lyndon LaRouche aveva immediatamente richiesto.
Quell’insabbiamento, scrive la Sare, ha avuto conseguenze terribili, tra cui le “guerre senza fine” – a cominciare dall’Afghanistan – e l’incredibile apparato di sorveglianza di massa che il popolo americano ha accettato. È ora, afferma, di “liberare la nostra repubblica da questa dittatura della paura… di respingere e revocare tutte le politiche entrate in vigore dopo quegli attacchi funesti”.
Per cominciare, chiede che “chiunque, come il nostro Sottosegretario alla Guerra Elbridge Colby, sostenga l’uso di armi nucleari tattiche, venga immediatamente licenziato. Qualsiasi membro del Congresso che voti a favore del proseguimento delle forniture di armi allo Stato canaglia di Israele o al regime neonazista in Ucraina deve essere estromesso dalla carica. I membri del Congresso che hanno votato per ampliare la sorveglianza di massa del popolo americano devono essere cacciati dagli elettori il cui mandato hanno tradito. Mettere a repentaglio la sicurezza nazionale degli Stati Uniti fondendo le nostre funzioni militari e di intelligence con quelle di qualsiasi altra nazione, compreso Israele, come previsto dalla nuova Legge sull’autorizzazione alla difesa nazionale (NDAA), è un atto di tradimento e i sostenitori di tale legge dovrebbero essere rimossi dalla carica e perseguiti penalmente. Questi sono tutti frutti del paradigma dell’11 settembre”.
È possibile realizzare un cambiamento sistemico di questo tipo proprio ora, scrive la candidata alla presidenza, perché “la crisi finanziaria globale prevista decenni fa da Lyndon LaRouche è ormai alle porte”, accompagnata dal crollo dell’economia reale.
Diane Sare propone poi che Wall Street venga sottoposta a una riorganizzazione fallimentare, “svalutando i crediti speculativi e proteggendo al contempo gli aspetti legati al benessere generale, tra cui la proprietà immobiliare, i fondi pensione, il finanziamento dei servizi pubblici e gli investimenti correlati”, e ripristinando il Glass–Steagall Act. La Federal Reserve dovrebbe essere nazionalizzata e dovrebbero essere emessi ingenti crediti a favore delle infrastrutture, delle aziende agricole e dell’industria per aumentare la capacità produttiva della nazione.
Inoltre, il complesso militare-industriale dovrebbe essere “riorganizzato per dedicarsi al nucleare civile e a costruire una vasta rete di collegamenti ferroviari ad alta velocità. Gli ingegneri che ora progettano missili progetteranno reattori nucleari. È così che una nazione diventa più ricca: non spostando denaro sempre più velocemente, ma rendendo la popolazione più produttiva. In questo modo, potremo superare i venticinque anni di devastazione che tolleriamo dall’11 settembre 2001.”
