Petizione della Coalizione Internazionale per la Pace: “Iniziare subito i negoziati”

Il 4 luglio, la Coalizione internazionale per la pace, co-fondata un anno fa dall’Istituto Schiller, ha pubblicato una petizione che accoglie l’iniziativa di pace per l’Ucraina presentata da Vladimir Putin il 14 giugno 2024 e sostiene l’avvio di un processo diplomatico che da essa prenda spunto. Invitiamo i nostri lettori a leggerla integralmente e a firmarla su.

La petizione afferma: “Il tempo è fondamentale. Ogni ulteriore escalation accresce il pericolo che l’attuale conflagrazione si intensifichi fino a raggiungere il livello di una guerra a livello regionale, o addirittura di uno scontro termonucleare, e questo molto più rapidamente di quanto si possa immaginare”.

“La guerra in Ucraina” prosegue il documento, “avrebbe potuto concludersi più di due anni fa, entro la fine del marzo 2022. Invece, grazie all’intervento chiaramente documentato del britannico Boris Johnson e della NATO, la proposta di pace già negoziata tra Russia e Ucraina fu affossata. Come risultato, centinaia di migliaia di vite sono state inutilmente sacrificate…

“Noi dichiariamo con forza che l’obiettivo di smembrare la Russia, usando il conflitto in Ucraina come trampolino di lancio per un cambio di regime, è chiaramente un’impresa da pazzi nell’era delle armi termonucleari… La propaganda bellica e gli appelli alla sconfitta della Russia, dettati dal profitto e dalla vendetta, si basano sul presupposto errato che il teatro di guerra – anche quella nucleare – possa essere limitato”. Questo viene definito “un enorme errore di valutazione della realtà del nostro tempo”.

“Ripetiamo: sollecitiamo l’avvio di un processo diplomatico immediato, nonostante l’attuale stato di guerra tra la NATO/Ucraina e la Russia”.

Tra i primi firmatari statunitensi figurano: il Col. (retr.) Lawrence B. Wilkerson, ex assistente speciale del Capo dello Stato Maggiore ed ex Capo dello staff del Segretario di Stato; Scott Ritter, ex ispettore delle Nazioni Unite per gli armamenti e ufficiale dei servizi segreti dei Marines; Earl Rasmussen, Ten. Col. dell’Esercito degli Stati Uniti; il Col. (retr.) Richard H. Black, ex capo della Divisione di Diritto Penale dell’Esercito al Pentagono; Kirk Wiebe, membro del Veteran Intelligence Professionals for Sanity (VIPS) ed ex analista senior della National Security Agency; Clifford Kiracofe, ex membro senior dello staff della Commissione per le Relazioni Estere del Senato degli Stati Uniti e presidente dell’Istituto per la Pace e lo Sviluppo di Washington.

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