La preoccupante trasformazione della Germania in una potenza bellica
Negli ultimi cinquant’anni, la Germania ha considerato come propria missione principale quella di essere una forza di pace e distensione, un principio di politica estera che è stato fondamentalmente compromesso dall’approccio della NATO nei confronti dell’Ucraina. È diventata il secondo principale fornitore di armi a Kiev dopo gli Stati Uniti (situazione che potrebbe cambiare con Trump), e il nuovo governo è intenzionato a scalare la classifica. Friedrich Merz, che presto entrerà in carica, intende fornire a Kiev il missile da crociera Taurus, un sistema d’arma offensivo con una gittata di 500 km, in grado di raggiungere il cuore del territorio russo. Il nuovo ministro degli Esteri Johann Wadephul, ufficiale di riserva della Bundeswehr, è noto come un sostenitore della linea dura della NATO e della politica di riarmo contro la Russia.
A livello nazionale, le autorità tedesche hanno notevolmente aumentato la censura su tutto ciò che non è in sintonia con la narrazione ufficiale anti-russa, in particolare nella fase precedente alle commemorazioni dell’ottantesimo anniversario della fine della Seconda guerra mondiale, l’8 e il 9 maggio. Il fatto più scandaloso è che l’ambasciatore russo in Germania e altri rappresentanti diplomatici russi non saranno invitati alle cerimonie ufficiali, comprese quelle al Bundestag, e Berlino ha persino vietato la presenza della bandiera russa e del nastro di San Giorgio in onore dei caduti. Anche se l’ambasciatore non è stato formalmente escluso dalla cerimonia annuale del 25 aprile, in cui si ricorda la stretta di mano tra le truppe americane e sovietiche sul fiume Elba a Torgau, la città ha vietato al massimo diplomatico russo di pronunciare un discorso. Queste decisioni si basano sulle linee guida emanate dal ministro degli Esteri uscente Annalena Baerbock, secondo cui qualsiasi invito a funzionari di Mosca fornirebbe una “piattaforma per la propaganda di guerra russa”.
Inoltre, nessun rappresentante tedesco ha in programma di recarsi a Mosca per la commemorazione del 9 maggio, anche se gli ex cancellieri Merkel e Scholz e altri membri del governo avevano già boicottato l’evento. Ora, la rappresentante per gli affari esteri dell’UE Kaja Kallas, una fanatica russofoba, ha esortato tutti i leader dell’Unione a boicottare la cerimonia. Quanto a Friedrich Merz, secondo indiscrezioni non confermate, avrebbe intenzione di recarsi a Kiev l’8 o il 9 maggio, nonostante la proliferazione delle forze neonaziste nella capitale ucraina. Il nuovo Cancelliere ha anche reso nota l’intenzione di effettuare le prime visite ufficiali all’estero a Londra e Parigi, certamente con l’obiettivo di rafforzare una nuova triplice alleanza contro la Russia. Egli intende inoltre rilanciare rapidamente il “Triangolo di Weimar” creato da Germania, Francia e Polonia nel 1991, ma con l’obiettivo di contrastare Mosca.
Tutti questi sviluppi vengono visti da Mosca come tentativi di riscrivere la storia dipingendo la Russia come l’eterno aggressore e nemico dell’Europa e censurando il ruolo fondamentale dell’Armata Rossa nella sconfitta dell’orrore nazista, per la quale hanno perso la vita 27 milioni di cittadini sovietici.
