Governo tedesco: molte minacce e una pericolosa assenza di diplomazia

La decisione improvvisa del ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul di annullare la sua prima visita in Cina, prevista due settimane fa, è solo l’ultimo esempio del disinteresse dell’attuale governo nel perseguire quella che solitamente viene definita “diplomazia”. Infatti, durante una visita in Giappone alcune settimane prima, Wadepuhl aveva pubblicamente denunciato la “crescente aggressività” di Pechino, annunciando misure per contenere la Cina. Come suggerisce il prof. Eberhard Sandschneider, uno dei massimi esperti di Cina presso la Fondazione Scienza e Politica di Berlino, Wadephul è stato probabilmente invitato dal ministero degli Esteri cinese a evitare tali accuse durante la sua visita o a non presentarsi.

Il sostegno di Wadephul all’espansione della NATO nella regione Asia-Pacifico è anche uno schiaffo all’industria tedesca, che preferisce un approccio diplomatico per evitare le ripercussioni negative della guerra commerciale tra l’Unione Europea e la Cina, in particolare sulla questione delle terre rare cinesi, dalle quali la Germania dipende per oltre il 90%. La pressione dell’industria deve essersi fatta sentire, se il 4 novembre Wadepuhl ha fatto una telefonata riparatrice al collega cinese Wang Yi, giurando che la linea tedesca su “una sola Cina” non è cambiata.

Intervistata dal programma World Today di CGTN Radio, la presidente dello Schiller Institute Helga Zepp-LaRouche ha commentato che Wadepuhl ha fatto una grande brutta figura, e che in genere la leadership europea deve imparare la diplomazia, che “è un’arte”. Riguardo all’UE, il prof. Sandschneider aveva commentato durante il primo round della guerra commerciale in estate che l’Europa “è seduta in una casa di vetro, ma si diverte a lanciare sassi”.

Il collega di Wadephul, il ministro della Difesa Boris Pistorius, è un altro importante lanciatore di sassi. Ossessionato dall’idea di trasformare la Germania nella “prima potenza militare europea”, ha in programma di spendere centinaia di miliardi di euro per il riarmo, al fine di contrastare la presunta crescente minaccia russa. Questo, in un momento in cui le infrastrutture delle città tedesche stanno crollando, perché Berlino sostiene che non ci sono più fondi disponibili. Durante la sua visita in Islanda e Canada la scorsa settimana, Pistorius ha annunciato che la Germania contribuirà alla costruzione di un muro militare contro le attività russe nella regione artica, schierando navi e aerei di sorveglianza. Strane ambizioni quelle per l’Artico, dato che la Marina tedesca non ha nemmeno navi sufficienti da schierare nel Mar Baltico, dove eventualmente la “minaccia russa” sarebbe sicuramente più vicina.

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