Accordo di libero scambio UE-India: Bruxelles cerca nuovi partner nel Sud del mondo
Il 27 gennaio, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il primo ministro indiano Narendra Modi hanno firmato un accordo di libero scambio a Nuova Delhi. Da parte europea, dopo vent’anni di negoziati, l’obiettivo è quello di offrire ai produttori automobilistici dell’UE in difficoltà la possibilità di raddoppiare le esportazioni entro il 2032 e aumentare le vendite di sistemi d’arma.
Anche se l’India ha mostrato interesse a diversificare le importazioni di armi al di là dei tradizionali accordi con la Russia, l’intenzione dell’UE di creare una frattura geopolitica tra Mosca e Delhi non avrà successo, tanto più che la cooperazione economica tra i due paesi è aumentata nel quadro dei BRICS.
I benefici previsti per le case automobilistiche dell’UE saranno limitati, poiché anche il previsto raddoppio delle esportazioni, dal 4% all’8%, è ben lungi dall’essere sufficiente per rilanciare il settore. Ciononostante, l’India ridurrà i dazi doganali al 10% sui veicoli con un prezzo superiore a 17.739 euro e fisserà un limite annuale di importazione di 200.000 automobili con motore a combustione.
Oltre agli accordi militari, l’India ridurrà le tariffe sulle importazioni di macchinari e prodotti chimici, aprendo nuove opportunità nel settore economico civile. Tuttavia, il contributo dell’UE al settore industriale indiano in due anni sarà solo di 500 milioni di euro e le misure che impongono una riduzione delle emissioni di gas serra rischiano di gravare su qualsiasi iniziativa di modernizzazione industriale.
Ciò che occorre è qualcosa di molto diverso, ovvero una cooperazione su larga scala nel settore delle infrastrutture, come la joint venture tra la società tedesca Siemens e alcuni produttori indiani per la costruzione di 1.200 locomotive, con un volume di investimenti pari a diversi miliardi di dollari. Ciò dimostra anche il vantaggio della cooperazione bilaterale diretta rispetto all’orientamento dell’UE, basato sui blocchi.
L’accordo deve ancora essere approvato da ciascuno Stato membro dell’UE e dal Parlamento europeo, il che potrebbe richiedere molti mesi. Nel complesso, i rapporti commerciali rimarranno nell’ambito del vecchio paradigma dell’orientamento europeo al libero mercato. Anche se alcuni aspetti potrebbero rivelarsi utili, l’accordo UE-India non segna un cambiamento verso la promozione di una cooperazione reciprocamente vantaggiosa tra l’Occidente e il Sud del mondo in via di sviluppo. Mentre i leader europei, abbandonati dagli Stati Uniti, sono indubbiamente alla ricerca di nuovi partner, non hanno rinunciato alla viscerale ostilità nei confronti della Russia e alla loro opposizione alla Cina, entrambi attori importanti nel Sud del mondo.
