Le élite tedesche inventano l’estremismo per reprimere gli avversari
In Germania si sta intensificando la campagna volta a mettere a tacere l’opposizione alle politiche governative dettate dal mercato, in maniera direttamente proporzionale al calo di popolarità dei partiti al potere. Con il pretesto di combattere “l’estremismo”, si prevede di reprimere le prossime azioni di protesta, soprattutto quelle dei giovani, e di “punire” alcuni governi regionali.
L’iniziativa “Gen Z” ha indetto un’importante giornata di protesta a livello nazionale per il 31 ottobre, con manifestazioni che si terranno in circa 23 città. Gli studenti protestano principalmente contro i tagli all’istruzione, nonché contro il servizio militare obbligatorio, che il governo federale intende reintrodurre. La giovane generazione non sostiene il massiccio (e costoso) programma di riarmo, che il governo ritiene necessario per contrastare l’intenzione della Russia di attaccare la Germania. Di conseguenza, il governo sostiene che chi si oppone a questa politica asseconda il tentativo del Cremlino di infiltrarsi e paralizzare il Paese. Ciò che si rifiuta di ammettere è che la vera paralisi è dovuta alla carenza di alloggi a prezzi accessibili, all’aumento del costo della vita e dell’energia, e all’intero processo di deindustrializzazione.
Quanto alle manifestazioni del 31 ottobre, il messaggio del governo, diffuso dai media mainstream, è che saranno infiltrate da “estremisti” e potrebbero trasformarsi in una minaccia per lo Stato. Il sindacato di polizia (GdP) di Berlino ha sottolineato che le autorità di sicurezza si stanno preparando a un “grave disordine”.
Come è accaduto in Francia, le manifestazioni potrebbero benissimo essere infiltrate da una serie di agenti provocatori, che si scontreranno con la polizia, secondo i manuali dei gruppi radicali e dei servizi di intelligence. La violenza porterebbe poi a richieste di vietare del tutto le proteste.
L’altro fronte della presunta “lotta contro l’estremismo” è diretto principalmente contro il partito Alternativa per la Germania (AfD) e, in misura minore, contro il partito di sinistra Die Linke. Il presidente della Baviera, Markus Söder, ha proposto una modifica all’attuale sistema di finanziamento “intersettoriale”, in base al quale i 16 stati più ricchi del paese trasferiscono fondi a quelli più poveri, con l’adozione di una “clausola sull’estremismo”. Secondo la sua spiegazione, si potrebbero applicare sanzioni agli stati governati da partiti politici critici nei confronti delle narrazioni ufficiali, ai quali gli stati donatori si rifiuterebbero di erogare i fondi. Gli “estremisti” presi di mira sarebbero la Sassonia-Anhalt (dove sarà sicuramente eletto un governatore dell’AfD) e Berlino (che probabilmente sarà governata da Die Linke). Altri stati potrebbero aggiungersi all’elenco, qualora crescenti problemi economico-finanziari li costringessero a rifiutare la narrazione ufficiale a favore dell’austerità, oppure qualora si opponessero alla produzione di missili a lungo raggio, destinati all’Ucraina, sul proprio territorio.
