La Cina spiega come vede la “Governance Globale”

In occasione dell’apertura del primo Forum sulla governance globale, il 23 ottobre, il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha affermato che “l’ascesa del Sud del mondo rappresenta il cambiamento più significativo dalla Seconda guerra mondiale; rafforza ed espande la forza del bene sulla scena internazionale”. Garantire al Sud del mondo una maggiore voce in capitolo negli affari internazionali non solo correggerà un’ingiustizia storica, ha sostenuto, “ma fornirà una ricchezza di idee per migliorare la governance globale”.

Wang Yi ha inoltre annunciato che la Cina si adopererà affinché “il diritto allo sviluppo” occupi un posto di rilievo nell’agenda mondiale dei diritti umani.

In un incontro tenutosi lo stesso giorno con l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i profughi (UNHCR) Barham Salih, Wang ha dichiarato, secondo Xinhua, che la Cina ritiene che “lo sviluppo sia il fondamento per migliorare le condizioni dei profughi”. Solo un approccio di questo tipo può creare “le condizioni per affrontare la questione alla radice”. Ciò è molto simile al concetto promosso da sempre dallo Schiller Institute in tutto il mondo.

È trascorso un anno da quando, nel settembre 2025, il presidente Xi Jinping ha annunciato la sua Iniziativa per la Governance Globale (GGI), proponendo i principi su cui essa dovrebbe basarsi al fine di garantire la pace. L’idea ha preso piede e, nel corso dell’anno, è stato fondato presso le Nazioni Unite un Gruppo di Amici dell’Iniziativa per la Governance Globale (GGI), a cui hanno aderito oltre sessanta nazioni.

Data la propaganda denigratoria della GGI in Occidente, è utile considerare come Wang Yi ne abbia illustrato le premesse: “L’umanità – ha detto – è intessuta di interessi intrecciati tra loro e da un futuro condiviso. Dobbiamo unirci come un unico popolo, affrontare le sfide e compiere passi tempestivi, forti e persistenti per rendere la GGI una realtà a tutti gli effetti”, con l’obiettivo di “realizzare un mondo in cui tutti i paesi coesistano in armonia e tutte le nazioni prosperino nel reciproco apprezzamento”.

La sede della conferenza, la Nuova Area di Xiong’an, è degna di nota in quanto è stata istituita nell’aprile 2017 nella provincia di Hebei ed è una zona economica di livello statale progettata come una “città del futuro” ad alta tecnologia per alleggerire Pechino dalle funzioni non proprie della capitale. Alcuni dei partecipanti alla conferenza hanno visitato l’area, notandone la struttura “tre in uno”: in superficie, sottoterra (caratterizzata da gallerie di servizio integrate per l’elettricità, l’acqua e il drenaggio) e nel “cloud” (supportata da un centro di calcolo urbano e da sistemi di dati basati sul cloud). Apparentemente prendendo spunto dall’articolo di Lyndon H. LaRouche del 1987, “Design of Cities: in the Age of Mars Colonization” (Progettazione delle città: nell’era della colonizzazione di Marte), l’area è progettata in modo tale che beni e servizi essenziali siano raggiungibili entro 15 minuti a piedi. Tale progettazione rappresenta una nuova speranza per il Sud del mondo di fare da apripista nello sviluppo di nuove città in tutto il pianeta.

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