Papa Leone affronta le sfide culturali e tecnologiche
Dopo il viaggio in Africa, Papa Leone XIV ha compiuto una visita in Spagna, che ha avuto una grande risonanza. Le due visite e l’enciclica “Magnifica Humanitas” hanno ispirato un commento della Presidente dello Schiller Institute, Helga Zepp-LaRouche, di cui riproduciamo la prima parte.
“Tra tutti i discorsi importanti e urgenti pronunciati negli ultimi tempi da politici ed esperti di molti paesi con l’obiettivo di impedire che la situazione strategica degenerasse in una catastrofe che avrebbe spazzato via la razza umana, l’intervento di Papa Leone XIV – con l’enciclica Magnifica Humanitas e i discorsi pronunciati durante il suo recente viaggio in Spagna – è, a mio giudizio, di gran lunga il più importante. Quando gli storici esamineranno in seguito la questione di ciò che, si spera, si sarà rivelato il fattore decisivo nel portare la civiltà occidentale a una svolta nel mezzo di una profonda crisi spirituale e culturale, si imbatteranno nel ruolo svolto dal Papa e nella disponibilità di un numero sufficientemente ampio di credenti e persone di buona volontà a prendere a cuore le sue parole e a realizzare un cambiamento nella politica”.
Papa Leone, scrive Helga Zepp-LaRouche, definisce le strutture del peccato che rappresentano minacce esistenziali per l’umanità, indicando al contempo che la via d’uscita dalla crisi sta nel mettere in pratica “il più alto ideale della visione cristiana dell’umanità”.
“L’enciclica mette in guardia contro una nuova Torre di Babele, in cui una nuova idolatria rende omaggio al profitto, sacrificando i deboli, contro una disumanizzazione che usa gli altri come mezzi, una tentazione antica ma sempre nuova che oggi si presenta travestita da tecnologia… essa cita la Quadragesimo Anno di Pio XI, che condannava la concentrazione del potere economico nelle mani di pochi, e fa riferimento a Paolo VI che metteva in guardia dai pericoli di uno straordinario progresso scientifico, tecnologico ed economico, se non accompagnato da un corrispondente progresso etico e sociale.
“Secondo Leone XIV, ciò vale in particolare per l’IA, la cui valutazione e critica costituiscono il fulcro dell’enciclica. Egli inizia affrontando l’annoso dibattito sulle macchine – ovvero se un giorno possano superare la creatività umana – e applica questa discussione all’IA:
“(…) Ciò che possiamo affermare è che occorre evitare l’equivoco di equiparare questa ‘intelligenza’ a quella umana. Questi sistemi imitano alcune funzioni dell’intelligenza umana. Nel farlo, spesso la superano per velocità e ampiezza di calcolo, offrendo benefici concreti in numerosi campi. E tuttavia, questa potenza resta legata esclusivamente al trattamento dei dati: le cosiddette intelligenze artificiali non vivono una esperienza, non possiedono un corpo, non attraversano la gioia e il dolore, non maturano nella relazione, non conoscono dall’interno ciò che significa amore, lavoro, amicizia, responsabilità. Non hanno neppure una coscienza morale: non giudicano il bene e il male, non colgono il senso ultimo delle situazioni, non assumono su di sé il peso delle conseguenze. Possono imitare linguaggi, comportamenti, valutazioni, possono simulare empatia o comprensione, ma non capiscono ciò che producono, perché non abitano l’orizzonte affettivo, relazionale e spirituale in cui l’umano diventa sapiente. Anche quando tali strumenti vengono presentati come capaci di ‘apprendere’, il loro modo di farlo è diverso da quello della persona umana. Non è l’esperienza di chi si lascia plasmare dalla vita e cresce nel tempo attraverso scelte, errori, perdono, fedeltà; è piuttosto un adattamento statistico a partire da dati e riscontri, che può essere molto efficace, ma non implica una crescita interiore.”
Il testo completo della dichiarazione di Helga Zepp-LaRouche sarà presto pubblicato su https://schillerinstitute.com.
