Il rifiuto della Germania di denunciare i crimini di guerra è inescusabile

Sotto la crescente pressione internazionale e interna, per il governo tedesco diventa sempre più difficile mantenere la sua duplice linea su Gaza: dichiararsi contro Hamas e allo stesso tempo a favore della popolazione palestinese. Allo stesso modo, non è più credibile richiamarsi alla “speciale responsabilità storica” della Germania di sostenere Israele per via dell’Olocausto nazista, come pretesto per non condannare la politica del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Il cancelliere Friedrich Merz non parteciperà all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, lasciando la questione di Gaza al ministro degli Esteri Johann Wadephul. Quest’ultimo ha comunque ammesso, il 22 settembre, che la distruzione di Gaza City da parte di Israele rappresenta “l’approccio completamente sbagliato” e ha ribadito il sostegno del proprio governo alla soluzione dei due Stati, pur sostenendo che non sia attuabile nell’immediato.

Dal mondo politico tedesco sono arrivati segnali di dissenso, tra cui quello di Christoph Heusgen, ex presidente della Conferenza sulla Sicurezza di Monaco, già ambasciatore tedesco all’ONU e stretto consigliere di Angela Merkel. In un’intervista pubblicata il 14 settembre dal Berliner Zeitung, Heusgen ha criticato Merz per aver dichiarato che Netanyahu non sarebbe stato arrestato dalle autorità tedesche nel caso fosse entrato nel Paese, nonostante il mandato emesso dalla Corte Internazionale di Giustizia.

“Israele non ha rispettato le prescrizioni della CIG, come l’adozione di misure efficaci per garantire gli aiuti umanitari. Al contrario, la popolazione muore di fame”, ha dichiarato Heusgen. “C’è dunque un reale pericolo che la Germania, fornendo armi impiegate a Gaza, venga condannata per complicità in genocidio. Sarebbe devastante.”

Inoltre, un gruppo di avvocati ha annunciato, in una conferenza stampa a Berlino il 19 settembre, la presentazione di una denuncia penale contro membri del governo e dirigenti di aziende belliche per complicità con Israele nella commissione di genocidio e crimini di guerra a Gaza. L’azione è sostenuta dall’European Legal Support Center (ELSC), dal Palestine Institute for Public Diplomacy (PIPD) e da Law for Palestine. Tra i segnalati figurano membri dell’ex governo Scholz, tra cui lo stess Olaf Scholz, Annalena Baerbock e Robert Habeck; dell’attuale, Friedrich Merz, Johann Wadephul e il ministro della Difesa Boris Pistorius, oltre ai CEO di Rolls-Royce Solutions, Dynamit Nobel Defence e RENK Group.

Quanto all’opinione pubblica, un sondaggio Politbarometer di inizio settembre ha rilevato che il 76% degli intervistati giudica ingiustificate le azioni di Israele a Gaza, mentre l’83% è favorevole a un embargo totale o parziale sulla vendita di armi a Tel Aviv. Altre inchieste riportano percentuali ancora più elevate.

Wir freuen uns über Ihr Interesse an unseren Nachrichten. Abonnieren Sie STRATEGIC ALERT jetzt oder melden Sie sich an, wenn Sie schon Abonnent/in sind.