Il primo anno di mandato di Friedrich Merz: geopolitica, illusioni e mancanza di leadership

Nell’intervista rilasciata al programma televisivo Caren Miosga del 3 maggio, il Cancelliere tedesco Friedrich Merz, insediatosi il 6 maggio 2025, ha dimostrato che il grande problema della Germania oggi è la mancanza di una leadership competente.

In primo luogo, Merz ha cercato di minimizzare lo scontro con Donald Trump su alcuni aspetti della guerra in Iran (ma non sul principio stesso). Ha affermato che la minaccia di Trump di ritirare 5.000 soldati o più dalla Germania era già in discussione prima dei recenti eventi e che anche la cancellazione dello stazionamento in Germania dei missili da crociera Tomahawk, prevista per quest’anno, non è una notizia allarmante.

Nulla di tutto ciò cambierà l’orientamento geopolitico del governo, ha detto Merz, anche se certamente potrebbe, nella misura in cui l’agenda anti-Russia dei guerrafondai tedeschi non andrà da nessuna parte senza il sostegno degli Stati Uniti.

In realtà, l’idea che l’Europa possa continuare a ostacolare i colloqui di pace in Ucraina e perseguire la sua provocatoria campagna di riarmo contro la Russia è una pericolosa illusione ed è destinata al fallimento, anche se questo non è ancora chiaro ai geopolitici.

In materia di questioni sociali, Merz ha ribadito che il mantenimento dell’attuale sistema sociale tedesco è “un’illusione”. Ha accusato l’SPD, suo partner di coalizione, di sfruttare questa illusione per sabotare i necessari tagli di bilancio (dai quali, tra l’altro, il settore della difesa dovrebbe essere esentato).

Ciò alimenta l’impressione, diffusa tra la maggioranza dei cittadini tedeschi, che i sacrifici che il Cancelliere chiede loro di accettare serviranno a finanziare la campagna di riarmo e la guerra in Ucraina. Il crescente sentimento secondo cui Merz sarebbe disinteressato alla precaria situazione economica e alla rapida perdita di posti di lavoro nell’industria, mentre predica l’austerità al popolo, spiega perché il 74% dei tedeschi sia insoddisfatto del governo. Se ci fossero elezioni oggi, la coalizione di governo perderebbe la maggioranza.

Date le crescenti crisi politiche, economiche e finanziarie internazionali, che richiedono diplomazia piuttosto che un intervento militare, la condotta di leader politici come Friedrich Merz è destinata a portare a ulteriori disastri. Nella crisi apertasi con Trump, l’ex capogruppo parlamentare dell’SPD, Rolf Mützenich, ha colto la palla al balzo per proporre di negoziare con Mosca il ritiro dei missili da Kaliningrad e dalla Bielorussa. Merz però, mentre accusa Trump di non avere una strategia, nemmeno lui ne ha una. È bloccato nel vecchio paradigma geopolitico occidentale, che non ha futuro. Considerate le offerte della Cina di cooperare alla costruzione di un nuovo paradigma di reciproco vantaggio, invece di lottare contro il vortice della rovina occidentale, la Germania potrebbe mettere sul tavolo un’opzione migliore.

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