Dal WEF al VEF, il mondo multipolare emergente
È un’ironia della storia che l’annuncio che Larry Fink e André Hoffmann, rispettivamente a capo di BlackRock e del colosso farmaceutico Hoffmann-La Roche, assumeranno la presidenza del World Economic Forum, sia arrivato alla vigilia del Vladivostok Economic Forum (VEF), che si terrà dal 3 al 6 settembre. BlackRock non ha bisogno di presentazioni, mentre André Hoffmann è il nipote del creatore dell’LSD e ha presieduto Wetlands International, una ONG impegnata nella prevenzione della costruzione di dighe in giro per il mondo. Mentre il passaggio di consegne al WEF dal fondatore Klaus Schwab attesta il declino del mondo unipolare, la crescente importanza del VEF indica le nuove realtà economiche e politiche globali.
Il tema centrale del Forum in Russia sarà lo sviluppo dell’Artico, una priorità nazionale per Mosca e un obiettivo sempre più importante per la Cina e gli Stati Uniti, questi ultimi soprattutto dopo l’incontro tra Trump e Putin in Alaska il 15 agosto. Il presidente russo Putin ha ribadito l’importanza dell’Artico in un incontro con i giovani lavoratori dell’industria nucleare russa il 22 agosto. Ha sottolineato che Rosatom sta “creando e implementando tecnologie all’avanguardia, oltre a realizzare grandi progetti infrastrutturali, tra cui la rotta marittima settentrionale, che farà parte del corridoio di trasporto transartico – da San Pietroburgo a Vladivostok, passando per Murmansk”.
Il giorno prima, il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov aveva firmato un accordo con il ministro degli Esteri indiano Subrahmanyam Jaishankar per intensificare l’attuazione del progetto del Corridoio Internazionale di Trasporto Nord-Sud (INSTC). Lavrov ha dichiarato che “la cooperazione nel settore degli idrocarburi e le forniture di petrolio russo al mercato indiano stanno compiendo grandi progressi. Entrambe le parti sono interessate a realizzare progetti congiunti di produzione energetica nell’Estremo Oriente russo e sulla piattaforma artica russa, tra gli altri siti.”
EIR ha appreso da fonti affidabili che la costruzione di un tunnel sotto lo Stretto di Bering sarà tra gli argomenti discussi a Vladivostok. Questo progetto, promosso dal fondatore di EIR Lyndon LaRouche nel suo programma di “Ponte di Sviluppo terrestre”, è stato discusso anche in Russia nel contesto del vertice di Anchorage (cfr. SAS 35/25). Il 21 agosto, la Pravda ha pubblicato un ampio servizio sul tema, citando il professor Peter Kuznick della American University di Washington, che ha invitato i due Paesi a cooperare nello sviluppo delle abbondanti terre rare presenti nell’Artico. Questi ha sottolineato che il tunnel attraverso lo Stretto di Bering “è in discussione sia qui che in Russia. Si tratta di un grande progetto ferroviario ad alta velocità che collegherebbe l’Eurasia con gli Stati Uniti.”
