Tulsi Gabbard smantella lo Stato profondo e limita la cooperazione con i Five Eyes
Tulsi Gabbard, direttrice dell’intelligence nazionale (DNI) del presidente Trump, continua a colpire l’apparato di Washington spesso definito “deep state”, in particolare nella comunità di intelligence, come abbiamo riferito nei numeri precedenti (cfr. SAS 30-34/25).
- Il 18 agosto, la Gabbard ha annunciato che avrebbe revocato i lasciapassare, e quindi l’accesso a informazioni riservate, a trentasette ex e attuali funzionari della sicurezza nazionale accusati di aver abusato della fiducia pubblica “politicizzando e manipolando le informazioni”. Quasi tutti avevano svolto un ruolo nella creazione della fraudolenta Intelligence Community Assessment (ICA) del 2017 ordinata da Barack Obama, in cui si affermava che la Russia aveva interferito nelle elezioni del 2016 a favore di Donald Trump.
Poco dopo il suo ingresso alla Casa Bianca, Trump aveva già annunciato l’intenzione di revocare il lasciapassare ai cinquantuno ex funzionari dell’intelligence che nel 2020 avevano firmato una lettera in cui affermavano che la storia sul computer portatile di Hunter Biden era probabilmente parte di una “campagna di disinformazione russa”.
Molti di costoro sono inclusi nella lista dei trentasette. I più noti sono l’ex direttore della CIA John Brennan, l’ex direttore dell’FBI James Comey e uno dei predecessori della stessa Gabbard, l’ex DNI James Clapper, tre figure chiave del “Russiagate”, tutti attualmente indagati dal Dipartimento di Giustizia.
Intervistata da Laura Ingraham il 19 agosto su Fox News, la Gabbard ha dichiarato senza mezzi termini che per proteggere la sicurezza nazionale degli Stati Uniti è necessario “ripulire i nostri enti di intelligence dal Deep State”. Ha anche accusato Obama di essere la mente dell’operazione Russiagate, lanciata per delegittimare Trump.
- Il 21 agosto, la CBS ha riferito che la direttrice del National Intelligence Tulsi Gabbard aveva emesso un memorandum il 20 luglio “ordinando che tutte le informazioni relative ai negoziati di pace tra Russia e Ucraina non fossero condivise con i partner dell’intelligence alleati degli Stati Uniti. Il promemoria … ordinava alle agenzie di non condividere informazioni con i cosiddetti Five Eyes, l’alleanza di intelligence post-Seconda guerra mondiale che comprende Stati Uniti, Regno Unito, Canada, Australia e Nuova Zelanda”. Questa mossa colpisce al cuore il “rapporto speciale” anglo-americano e potrebbe portare alla divulgazione su larga scala del ruolo centrale di Londra nel lancio e nell’alimentazione del Russiagate (si noti che la CBS è il partner statunitense della BBC).
- In un’iniziativa correlata, nelle prime ore del mattino del 22 agosto l’FBI ha fatto irruzione nell’abitazione e nell’ufficio dell’ex consigliere per la sicurezza nazionale di Trump, John Bolton. I federali cercavano documenti riservati in possesso di Bolton, alcuni dei quali potrebbero essere stati utilizzati nel suo libro sulla prima amministrazione Trump “The Room Where It Happened”.
Questo “super falco” è ora uno dei principali critici degli sforzi di Trump per negoziare la pace in Ucraina e trascorre la maggior parte del suo tempo sui canali conservatori attaccando il suo ex capo. Al momento Bolton non è stato incriminato.
