Le Stablecoin non salveranno i titoli di Stato USA
Paul Davies è un analista globale del settore bancario per Bloomberg News, con un passato al Financial Times e al Wall Street Journal. Non si tratta di un curriculum che ispiri particolare fiducia, ma il suo netto giudizio sulle conseguenze negative della politica finanziaria “crypto” dell’amministrazione Trump è corretto, e si sovrappone a quanto abbiamo già scritto qui.
Il segretario al Tesoro Scott Bessent “si illude” nel credere che le stablecoin salveranno la bolla dei Treasury, ha scritto Davies il 23 agosto. In realtà, se l’uso delle stablecoin si espanderà come pubblicizzato, l’effetto sarà quello di ridurre il credito nell’economia statunitense e di creare maggiore instabilità per il mercato dei titoli di Stato USA.
Il punto principale che l’analista sottolinea è che “le stablecoin sono state inventate come porta di accesso per scambiare altre criptovalute, incluso il Bitcoin… Al momento, Tether, USDC e altre sono utilizzate quasi esclusivamente da chi fa trading in criptovalute.” Se il loro utilizzo come depositi in dollari si espanderà in maniera significativa, come si aspettano Bessent e gli altri plutocrati, i nuovi usi – inclusi quelli a livello globale – saranno principalmente da parte di istituzioni speculative, indifferenti al fatto che i conti in stablecoin non godano della garanzia dei depositi, né paghino interessi. E questi utilizzatori, in particolare i fondi monetari, gli hedge fund e le banche, sia statunitensi sia estere, sono già grandi acquirenti di Treasury; utilizzeranno i conti in stablecoin per trasferimenti rapidi, ecc., al servizio delle loro operazioni di trading. Quindi, questi “usi” ridurranno l’impiego dei conti in dollari esistenti, che sono più facilmente destinati ai prestiti, con la conseguente contrazione del credito – e dell’economia.
Considerando i due maggiori emittenti di stablecoin, Tether e Circle, è difficile negare quanto scritto da Paul Davies. Gli investimenti di Tether sono gestiti da Cantor Fitzgerald (presieduta da Howard Lutnik, prima che diventasse Segretario al Commercio di Trump e spingesse per la liberalizzazione delle stablecoin private), mentre quelli di Circle sono gestiti da BlackRock. Entrambi sono grandi investitori in derivati finanziari e titoli.
Mentre alcuni nell’amministrazione Trump potrebbero credere che le stablecoin aiuteranno a stabilizzare il debito pubblico degli Stati Uniti, i burattinai della City di Londra e i loro alleati di Wall Street si stanno preparando a distruggere il dollaro e l’economia statunitense impadronendosi della nuova bolla speculativa. Jeffrey Cleveland, capo economista del gestore patrimoniale globale Payde & Rygel, ha dichiarato a Bloomberg di ritenere che le stablecoin “potrebbero diventare il più grande mercato offshore del mondo, persino superando lo storico mercato degli eurodollari.” Cleveland osserva che il mercato degli eurodollari non solo (presumibilmente) consolidò il dominio globale del dollaro, ma “quintuplicò di dimensioni negli anni ’70” – senza menzionare la causa e il risultato, ossia la distruzione del sistema di Bretton Woods! Così, Cleveland sostiene che un cambiamento disastroso come quello potrebbe ripetersi con le stablecoin.
