La candidata alla presidenza degli Stati Uniti Sare: “Le azioni dei singoli possono smuovere le montagne”
Il 5 luglio, in occasione del 250° anniversario della Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti, Diane Sare, candidata indipendente alla presidenza nel 2028, ha presieduto a Filadelfia una conferenza della durata di un’intera giornata dedicata a riaffermare e a far rivivere i principi fondanti della Repubblica enunciati in quel documento storico. Gli autorevoli relatori hanno messo sul banco d’accusa i governi degli Stati Uniti che si sono allontanati molto da quei principii negli ultimi decenni.
In apertura, la Sare ha affermato: “La nostra nazione è sopravvissuta per 250 anni; ma potrebbe non essere più riconoscibile”. Ha citato il suo mentore, il grande economista e statista Lyndon LaRouche, difensore della “vera America”, nata dalla lotta secolare delle forze repubblicane in tutto il mondo. Tuttavia, come ha ripetutamente ammonito LaRouche, l’America è oggi dominata dall’oligarchia finanziaria, rappresentata da Wall Street. “Dobbiamo sbarazzarcene”, ha esortato la Sare.
Diane Sare ha smontato alcune delle fantasie sul potere basate sul principio della forza come diritto, propinate agli americani per indurli ad accettare la degenerazione della nazione verso l’imitazione del vecchio Impero britannico, contrapponendo a ciò la natura veramente rivoluzionaria della Dichiarazione d’Indipendenza e della Costituzione degli Stati Uniti.
Tale natura è riflessa nel sistema di economia politica americano originale. In concreto, la candidata presidenziale indipendente ha proposto diverse misure volte a recuperare l’identità produttiva dell’America:
- Ripristinare il Glass-Steagall Act, che separava le banche di deposito e di credito dalle banche d’affari speculative; quella legge ha garantito stabilità finanziaria per 60 anni prima di essere abolita da Wall Street negli anni ’90, portando al crollo finanziario globale del 2007-08;
- Istituire una Banca Nazionale incaricata di erogare credito per grandi progetti infrastrutturali. Tra questi, il tunnel dello stretto di Bering, un progetto congiunto con la Russia per collegare la rete dei trasporti dell’Eurasia con quella delle Americhe;
- Realizzare il NAWAPA (North American Water and Power Alliance), progettato 60 anni fa per sfruttare i fiumi dell’Alaska e dell’Artico e porre fine a secoli di siccità nell’Ovest;
- Potenziare il programma spaziale, in collaborazione con tutte le altre nazioni, per colonizzare la Luna e poi Marte;
- Sviluppare l’energia di fusione termonucleare e le relative tecnologie di produzione.
Sare ha concluso esortando il pubblico a riconoscere che in America è in atto un forte cambiamento politico: “Ci troviamo in un punto di svolta. In un momento simile, le azioni dei singoli, se sono in accordo con la legge naturale, possono smuovere le montagne”. E ha concluso citando le parole attribuite a Gottfried Leibniz e Cotton Mather: “Ogni ostacolo è un’opportunità per fare del bene”.
Dopo il suo intervento, la vera storia della nazione, che ha avuto inizio ben prima di quella Dichiarazione di 250 anni fa, è stata illustrata nell’arco della giornata. La manifestazione è stata introdotta e accompagnata da brani musicali, sia classici che patriottici, e sarà immortalata in un nuovo numero di Leonore, la rivista di storia e cultura del movimento di LaRouche.
