L’Algeria conduce una “diplomazia delle infrastrutture” con gli Stati del Sahel

Il presidente algerino Abdelmadjid Tebboune sta portando avanti una “diplomazia delle infrastrutture” con i membri dell’Alleanza degli Stati del Sahel (Niger, Mali, Burkina Faso) e con il Ciad, che non è membro dell’Alleanza. L’obiettivo dell’iniziativa è integrare l’Algeria e altri paesi nordafricani, tra cui Tunisia e Libia, con i loro vicini senza sbocco sul mare. La politica è sostenuta dall’Agence Algérienne de Coopération Internationale pour la Solidarité et le Développement, istituita nel 2020 con un bilancio di 1 miliardo di dollari per finanziare progetti umanitari e di sviluppo nei paesi africani, in particolare nel Sahel.

Tebboune ha inaugurato l’iniziativa invitando il presidente del Niger, il generale Abdourahamane Tiani, a recarsi in visita ad Algeri, cosa che questi ha fatto a febbraio, accompagnato da una numerosa delegazione di ministri e funzionari governativi, tra cui il ministro del Petrolio Hamad Tinni. L’incontro ha definito i piani per un’ampia cooperazione nel settore energetico, in cui l’Algeria, in quanto importante produttore di petrolio e gas, vanta una notevole esperienza. A seguito di successivi scambi di visite di lavoro, sono stati compiuti enormi progressi. È iniziata la costruzione del tratto nigerino del gasdotto trans-sahariano, lungo 4.128 km, che trasporterà il gas dalla Nigeria fino alla costa mediterranea dell’Algeria, garantendo al Niger l’accesso al gas e ai proventi del transito. Tra gli altri progetti figura una “centrale elettrica della solidarietà” da 40 MW donata dall’Algeria, la cui costruzione, iniziata a febbraio, è stata completata lo scorso giugno. Sono stati inoltre firmati accordi per l’esplorazione e la produzione nel settore petrolifero e del gas.

I nuovi accordi comprendono anche la cooperazione in materia di sicurezza, per affrontare il terrorismo transfrontaliero, ponendo fine a una crisi diplomatica scoppiata nell’aprile 2025, quando tutti e tre i membri dell’Alleanza degli Stati del Sahel accusarono l’Algeria di aver abbattuto un drone maliano e richiamarono i propri ambasciatori da Algeri.

Il 22 aprile, Tebboune ha poi ricevuto ad Algeri il collega ciadiano Mahamat Idriss Déby Itno, rilanciando la commissione governativa congiunta per la cooperazione, volta a rafforzare i partenariati strategici e la cooperazione economica. Tra gli accordi figurava l’impegno dell’Algeria a costruire una centrale elettrica da 40 MW e a contribuire alla realizzazione di infrastrutture essenziali. In cima alla lista c’era il completamento dei circa 200 km di strade necessari per collegare il Ciad all’autostrada trans-sahariana, lunga 4.500 km, che collega l’Algeria alla Nigeria attraverso il Niger, con diramazioni verso il Mali, il Ciad e la Tunisia. In questo modo, i porti mediterranei dell’Algeria e della Tunisia saranno collegati al porto nigeriano di Lagos sull’Atlantico.

Il progetto comprende anche migliaia di chilometri di cavi per la “rete dorsale trans-sahariana in fibra ottica”, volta a potenziare le telecomunicazioni ad alta velocità in tutta la regione. Una volta completato, verrà creato un potente corridoio economico che integrerà gli Stati del Sahel senza sbocco sul mare sia con l’Atlantico che con il Mediterraneo. Esperti tecnici algerini hanno già effettuato tre sopralluoghi per i progetti stradali.

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