La Cina lancia lo Shenzhou-23 con lo sguardo rivolto alla Luna e oltre

Due giorni dopo che, il 22 maggio, SpaceX ha lanciato con successo la terza versione del gigantesco razzo Starship, la Cina ha lanciato lo Shenzhou-23 verso la stazione spaziale Tiangong, con la quale si è agganciato il giorno successivo. È chiaro che la nuova corsa allo spazio è iniziata.

Gli Stati Uniti intendono inviare un uomo sulla Luna entro il 2028, l’ultimo anno del mandato di Trump. I cinesi hanno fissato il 2030 come data per la prima missione che aprirà la fase iniziale della costruzione della Stazione Internazionale di Ricerca Lunare, che stanno realizzando in collaborazione con la Russia. Date le incertezze nelle fasi di sviluppo, entrambe le date potrebbero essere eccessivamente ottimistiche.

La prossima missione Artemis della NASA, prevista per il 2027, sarà un test di aggancio della navicella Orion ad un nuovo lander lunare nell’orbita terrestre bassa ed è stata in qualche modo rinviata a causa di ritardi nella costruzione. SpaceX ha già subito ritardi nella costruzione del proprio modulo di atterraggio e la NASA sta propendendo per l’utilizzo di uno di quelli costruiti dalla Blue Origin di Jeff Bezos.

Anche la data del 2030 fissata dalla Cina non è scolpita nella pietra, benché i lavori in quel Paese tendano a procedere secondo un piano piuttosto costante e rigoroso, e non in base a un calendario politico. I cinesi hanno inoltre affermato chiaramente di non considerare questa impresa come una gara. Lo sviluppo del loro programma spaziale, dall’inizio degli anni ’90, ha sorpreso il mondo per la sua rapidità, ma è sempre andato avanti in modo sistematico e graduale, creando un certo senso di affidabilità nelle date di pianificazione. Il programma lunare cinese non si basa sull’ambizione di essere la prima nazione a tornare sulla Luna, ma piuttosto sulla creazione di una presenza strutturata sulla superficie attraverso la costruzione della Stazione Internazionale di Ricerca Lunare.

La nuova Shenzhou-23 è stata riconfigurata in modo diverso, consentendole di trasportare un carico utile maggiore, con oltre 100 progetti scientifici e applicativi in campi quali le scienze della vita spaziali, la scienza dei materiali spaziali, la fisica dei fluidi in microgravità, la medicina aerospaziale e le nuove tecnologie aerospaziali, concentrandosi su una ricerca approfondita e sulla verifica. Uno dei compiti principali di questa missione sarà quello di far rimanere uno degli astronauti, senza dubbio il comandante della missione, Zhu Yangzhu, sulla stazione spaziale per un intero anno, al fine di fornire importanti osservazioni sul benessere fisico degli astronauti nelle missioni a lungo termine.

Una serie di esperimenti della missione prevede il posizionamento di embrioni di pesce zebrato, embrioni di topo e strutture simili a embrioni derivate da cellule staminali in una struttura esposta all’esterno per circa cinque mesi, con l’obiettivo di rivelare come le radiazioni spaziali e l’ambiente di microgravità influenzino la riproduzione e lo sviluppo.

Il volo porterà nello spazio anche un’altra donna, Lai Ka-ying, che prima di diventare astronauta era sovrintendente di polizia a Hong Kong. Sarà la prima astronauta della stazione a non provenire dalla Cina continentale. Il programma rimane aperto alla collaborazione internazionale, con due astronauti pakistani già in addestramento che alla fine lavoreranno sulla stazione Tiangong.

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