Il Pakistan estende il suo ombrello nucleare all’Arabia Saudita
In una mossa strategica che potrebbe ridisegnare gli equilibri del Medio Oriente, il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif e il principe ereditario e premier saudita Mohammed bin Salman hanno firmato il 17 settembre un Accordo Strategico di Difesa Reciproca. L’intesa porta per la prima volta una potenza nucleare come il Pakistan nel campo degli Stati arabi, che alzano così il livello della sfida contro Israele e la sua guerra a Gaza. Con questo patto, Israele non è più l’unico attore dotato di capacità nucleari nella regione.
Secondo il ministero degli Esteri pakistano, l’accordo mira a rafforzare la cooperazione in materia di difesa e a consolidare la deterrenza congiunta contro qualsiasi minaccia, prevedendo che un’aggressione contro uno dei due Paesi venga considerata un’aggressione contro entrambi.
Alla domanda se il patto comporti anche una garanzia nucleare per l’Arabia Saudita, un alto funzionario di Riad ha risposto che si tratta di un accordo difensivo globale che comprende tutti i mezzi militari.
Il legame tra Arabia Saudita e Pakistan non è nuovo: i due Paesi intrattengono da decenni relazioni politiche e militari strette. Ma la firma arriva in un momento particolarmente delicato, pochi giorni dopo l’attacco israeliano contro esponenti di Hamas in Qatar, il 9 settembre, e subito dopo il vertice congiunto della Lega Araba e dell’Organizzazione per la Cooperazione Islamica del 15 settembre, cui entrambi i leader hanno preso parte. Poco prima, Teheran aveva inviato in Arabia Saudita Ali Larijani, segretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale, per avere rassicurazioni che l’intesa non fosse rivolta contro l’Iran. La Cina, dal 2023, svolge un ruolo di mediazione tra Riad e Teheran.
Il messaggio del patto, tuttavia, non riguarda soltanto Israele: è anche un chiaro avvertimento agli Stati Uniti, accusati di non aver saputo difendere gli alleati arabi. L’incapacità di Washington di impedire l’attacco israeliano in Qatar – Paese che ospita la più grande base militare americana della regione – ha incrinato la fiducia delle monarchie del Golfo nelle garanzie di sicurezza offerte dagli Usa. Sempre più Paesi, come l’Arabia Saudita, cercano dunque protezione altrove.
Il regno saudita, intanto, rafforza anche la cooperazione con l’Egitto. Il presidente Abdel Fattah al-Sisi ha assunto un ruolo guida nel sollecitare maggiore unità araba e risposte più concrete alla minaccia israeliana. Il 19 settembre, il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty si è congratulato con il suo omologo pakistano Mohammad Ishaq Dar per l’intesa e, nello stesso giorno, è volato a Riad per incontrare il ministro degli Esteri saudita, il principe Faisal bin Farhan.
